Meno 10 ore
Ieri sera ho fatto due chiacchiere con Francesco Damiani. Abbiamo parlato dello Sporting: gli ho raccontato la nostra storia, i momenti belli e quelli brutti, e che stasera abbiamo la finale dai playout. E gli ho chiesto qualche consiglio.
Lui mi ha guardato fisso negli occhi (e a me si è gelato il sangue) e mi ha raccontato di come avrebbe sconfitto Evander Holyfield nel 1991, riunificando le crone dei massimi, se non si fosse infortunato alla caviglia: per le prime 10-11 riprese si sarebbe ingobbito nella sua tipica posizione difensiva, facendosi scudo con i suoi enormi braccioni, e avrebbe incassato, magari abbozzando qualche risposta a sorpresa qua e la. Poi Holyfield, sfiancato dall'inutile mulinellare dei suoi pugni, si sarebbe distratto un attimo.
A quel punto Damiani avrebbe dimostrato al mondo intero che, oltre a essere un solido incassatore, era anche un potente bombardiere dotato di tecnica sopraffina. E con un jab ben assestato avrebbe fatto assaggiare a Evander il sapore della sconfitta, mettendolo al tappeto nella natale Atlanta.
Lui mi ha guardato fisso negli occhi (e a me si è gelato il sangue) e mi ha raccontato di come avrebbe sconfitto Evander Holyfield nel 1991, riunificando le crone dei massimi, se non si fosse infortunato alla caviglia: per le prime 10-11 riprese si sarebbe ingobbito nella sua tipica posizione difensiva, facendosi scudo con i suoi enormi braccioni, e avrebbe incassato, magari abbozzando qualche risposta a sorpresa qua e la. Poi Holyfield, sfiancato dall'inutile mulinellare dei suoi pugni, si sarebbe distratto un attimo.
A quel punto Damiani avrebbe dimostrato al mondo intero che, oltre a essere un solido incassatore, era anche un potente bombardiere dotato di tecnica sopraffina. E con un jab ben assestato avrebbe fatto assaggiare a Evander il sapore della sconfitta, mettendolo al tappeto nella natale Atlanta.
Ci ho messo un pò a capire la metafora, colpito dall'enorme figura che avevo davanti.
Poi mi sono venute in mente le parole di Arrigo Sacchi, un altro romagnolo come Damiani, su quali siano i tre segreti per ottenere dei risultati importanti nello sport: “och, pazienza e bus de cul“. E ho capito. Ragazzi: come lunedì: cuore e cervello. E un pò di culo.
Forza Sporting!

2 commenti:
grande teo... e soprattutto grande damiani... se non fosse stato per quella maledetta caviglia la storia della BOX sarebbe stata diversa... stasera tutti alla damiani, pronti a incassare e a essere letali...
Peccato per la finale. Pero' se anche è vero che loro erano piu' forti, secondo me noi possiamo fare meglio. Non ho visto nessuno giocare male o mollare, ma ho anche visto molti di noi giocare partite migliori di questa. Diciamo che lo Sporting per una volta ha fatto una partita "media". In genere o giochiamo partite immense o facciamo cagare. Comunque la finale è un ottimo risultato e nonostante la pesante sconfitta finiamo l'anno a testa piu' che alta!
Posta un commento